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Chirurgia sostitutiva dell’anca nelle donne

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Le protesi d’anca non sono di “taglia unica”. Un’articolazione della giusta dimensione e misura e il suo corretto posizionamento durante l’intervento sono vitali nel rispondere alle esigenze del paziente. Proprio come succede per l’anca naturale, è la capacità con la quale i materiali di un’anca artificiale sopportano l’usura dovuta all’uso quotidiano e la rotazione dell’articolazione a determinare la durata della protesi artificiale.

Sebbene l’anatomia umana sia fondamentalmente la stessa, le anche di ogni paziente, così come il resto del corpo, hanno una forma diversa rispetto a quelle di un’altra persona. La ricerca indica che esistono differenze significative in grado di influenzare l’adattamento della protesi d’anca, tra cui la forma della parte interna dell’osso della coscia (femore), la posizione, l’angolatura e l’inclinazione della sfera dell’anca.

In generale, la sfera di un’anca femminile non è solo più piccola rispetto a quella di un uomo, ma ha anche un’angolazione più bassa ed è più vicina al femore. Sebbene tutte le anche, sia maschili che femminili, siano inclinate in avanti, quelle delle donne hanno un’inclinazione di quattro gradi maggiore rispetto a quelle degli uomini.

Anche se questa differenza sembra minima, la ricerca indica che un adattamento imperfetto può portare a complicanze post-operatorie, come dolore sul lato dell’anca, una leggera differenza nella lunghezza delle gambe o addirittura lussazione dell’articolazione, in seguito alla quale la protesi esce dalla posizione.

Last Updated: 31 January, 2013© 2013 Zimmer, Inc. (owner of site) version 6.0